“Quest’opuscolo è dedicato a Voi Genitori… 

ideato dalla F.I.G.C. Settore Giovanile e Scolastico e distribuito alle Società che praticano attività calcistica giovanile, con quest’iniziativa vogliamo ricordare quanto sia importante la Vostra presenza a fianco del bambino e quanto sia importante il Vostro ruolo nella sua crescita sportiva; i Vostri bambini amano giocare al calcio,  quindi lasciamoli liberi di giocare, liberi di divertirsi a modo loro, liberi di essere felici proprio perchè stanno giocando. Il Vostro ed il nostro obiettivo è quello di rendere felici i bambini. Con il Calcio possiamo farlo insieme!

Vi auguriamo una buona lettura.”

F.C.D. LA QUERCE 2009

Questo opuscolo è rivolto a voi che con il vostro bambino vi avvicinate al calcio.
Desideriamo che attraverso questo gioco, cresca in modo armonico nel fisico e nella psiche, che vi partecipi con serenità ed allegria, che lo viva come un momento di gioia e di divertimento. Voi potete più di chiunque altro non fargli dimenticare mai che il calcio è soprattutto un gioco e che non va esasperato! Le nostre Società nelle quali i vostri figli trascorrono parte del loro tempo libero, collaborano con la Federazione Italiana Giuoco Calcio dedicando la loro attenzione, le loro cure, la loro passione ai giovani; dirigenti, allenatori e quanti operano in una miriade di piccole e grandi Società desiderano non solo offrirgli la possibilità di imparare “il gioco più bello del mondo”, ma contribuire alla loro crescita globale.Vogliamo coinvolgere in questa attività un numero sempre maggiore di genitori che, oltre ad incitare i figli ai bordi di un campo, a lodarne le prodezze o sottolinearne gli errori “tattici”, siano a conoscenza delle normative che regolano questo sport: la tutela sanitaria, la sicurezza, l’Organizzazione.Vogliamo con le Società e con Voi offrire ai giovani la possibilità di praticare questo sport sdrammatizzandone le esasperazioni, condividendone le gioie, esaudendone le aspettative nel rispetto delle loro possibilita’.
Come può il calcio trasformarsi in uno strumento educativo?
Dipende innanzi tutto da come viene insegnato e, quindi, dalla preparazione degli allenatori.
Ma dipende anche dal calcio stesso. Prima di tutto perché il calcio piace. Cattura l’attenzione e, quindi,motiva da solo all’impegno, all’accettazione della fatica e a trovare tutte le risorse per farcela.
E questo, nella vita, è fondamentale! Allena all’autonomia e all’iniziativa,alla responsabilizzazione e quindi alla libertà perché ha regole ben precise, chiare entro le quali il giovane può esercitare tutta la creatività senza il rischio di trovarsi senza misure da rispettare. Abitua a tener conto degli altri, a fare insieme e a socializzare. Il “collettivo”, infatti, mette insieme le forze di tutti e pretende che ognuno si metta al servizio di tutti gli altri e il collettivo è un legame affettivo che si fonda sul rispetto, sulla stima, sulla partecipazione, sulla disponibilità ad accettare i contributi degli altri e rispondere con eguali contributi. Il calcio allena al coraggio Abitua infatti a fare da soli ed ad essere responsabili, a mettersi alla prova anche quando non si può riuscire, a misurarsi senza violenza ad imparare. E infine, il calcio, chiama i genitori a partecipare.
E allora, cosa dobbiamo fare noi genitori per partecipare anche noi all’educazione sportiva dei nostri figlioli? Innanzitutto dobbiamo creare le condizioni perché lui provi gusto e interesse per lo sport. Bisogna saper essere presenti senza dare soluzioni pronte, senza chiedergli troppo o troppo poco o fargli credere di essere più “forte” di quello che è.Ha qualità, limiti, obiettivi, desideri, bisogni, motivazioni e incertezze che lo portano ad errori e successi. Dobbiamo con lui essere obiettivi ed usare messaggi chiari. Dobbiamo apprezzarlo per ciò che sa fare ed esercitare insieme una critica giusta.Se vogliamo educare dobbiamo avere fermezza, se vogliamo prepararlo alla vita da adulto dobbiamo pretendere che impari a pagare sempre il prezzo delle mancanze e non eludere mai i doveri che gli spettano.E parlando di sport, dobbiamo pretendere che ne impari e rispetti le regole e che rispetti il ruolo degli altri non dimenticando mai che dobbiamo insegnargli a competere e vincere sempre sulla base delle proprie capacità ed azioni.

Uso dei farmaci

I genitori hanno un ruolo importante nelle scelte dei figli perché le promesse, le cifre vere o false, le illusioni, mettono spesso in serio pericolo l’equilibrio dei giovani. Mettere un ragazzino ancora piccolo nelle condizioni di credersi già un campione, valutarlo come fosse un conto in banca, responsabilizzarlo eccessivamente per le sue prestazioni, condonargli anche brutte prestazioni scolastiche purché siano buone quelle sportive, sono situazioni che determinano squilibrio. La mania di pomate, pastiglie, ricostituenti, integratori alimentari rappresenta un pericolo perché spesso i farmaci sono usati per sentito dire e senza controllo medico. Purtroppo, in ambito sportivo, permangono concetti quasi primitivi sull’uso dei farmaci. Il desiderio di arrivare e vincere a tutti i costi è una delle cause principali di un uso scorretto di farmaci prima e di altro poi che portano alla triste realtà in uso anche tra i giovani: il “doping”. Il doping è l’assunzione di sostanze atte ad aumentare la potenza muscolare, esaltare le prestazioni, caricare psicologicamente l’atleta prima della gara. Dovrete essere voi genitori a proporre modelli educativi positivi, e, solo voi genitori, con il vostro coinvolgimento profondo, dovete operare per correggere atteggiamenti sbagliati che potrebbero compromettere seriamente il loro futuro, non solo come atleti ma come persone.

Molto spesso portiamo nello sport certi nostri difetti di genitori.
Desideriamo che nostro figlio ce la faccia dove non ce l’abbiamo fatta noi dimenticando che i suoi sogni possono essere diversi dai nostri. Spesso non riusciamo ad essere imparziali e non accettiamo che l’allenatore di nostro figlio ci freni; per noi nostro figlio è sempre il migliore, capace di arrivare a qualsiasi livello. Spesso pretendiamo che giochi come voglia¬mo noi senza capire le sue capacità ed i suoi desideri. A volte ci facciamo rapire dai sogni e siamo disposti a tutto purché “sfondi”.
Spesso pretendiamo che sia per forza un campione, che non possa sbagliare o perdere o che faccia cose impossibili; altre volte lo convinciamo che non ce la farà mai. Lasciamolo amare lo sport, accontentiamoci che sia ciò che può essere che è sempre il massimo per ognuno di noi.
Il Settore Giovanile e Scolastico, anche in collaborazione con la L.N.D. con le Istituzioni e gli Enti Locali sta realizzando un progetto di educazione alla Sicurezza nello sport organizzando, in collaborazione con il 118, corsi per dirigenti, allenatori, operatori sportivi, arbitri, per essere in grado di affrontare situazioni di primo soccorso. Ma soprattutto, il nostro progetto prevede la distribuzione di Defibrillatori Semiautomatici alle Società che, con due o tre elementi dello loro staff, abbiano partecipato ai corsi organizzati con il 118, di B.L.S.D. Contemporaneamente siamo impegnati a sperimentare le attrezzature sportive necessarie al gioco del calcio, in modo particolare porte e palloni, affinché siano idonei alle varie età dei nostri giovani atleti, non pericolosi, costruiti con materiali idonei, non tossici e che non pregiudichino la salute e la sicurezza.
Il nostro obiettivo è condividere con voi il mondo in cui tanti ragazzi e ragazze, i nostri, giocano, si divertono, socializzano, sognano… È un mondo popolato da tante persone che amano questo gioco, che appassionatamente dedicano il loro tempo libero alla sua organizzazione, che segnano i campi, seguono le squadre, si sacrificano, si esaltano e a volte… sbagliano.

Se ora ne sapete di più, potrete aiutarci meglio.

Stralci da “Cari Genitori 1990”
Si ringraziano: Carlo Tranquilli, Vincenzo Prunelli, Barbara Benedetti
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